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Paragrafo 8 . Dalla rivoluzione alla riforma agraria.

     
Le misere condizioni di vita di gran parte della popolazione, unite al
dispotismo  imperiale, erano causa di una crescente tensione  sociale,
che  si  manifestava con le frequenti rivolte contadine, i sempre  pi
numerosi  scioperi  operai e l'agitazione costante  delle  nazionalit
sottoposte alla russificazione.
     Contemporaneamente cresceva l'opposizione esercitata da  numerose
formazioni politiche. Il partito operaio socialdemocratico (POSDR) era
diffuso  soprattutto  presso  le masse operaie,  che,  concentrate  in
grandi centri industriali, stavano acquisendo una pi matura coscienza
di  classe  e  maggiori capacit rivendicative. Il partito  socialista
rivoluzionario,  fondato  nel 1900 e fautore della  collettivizzazione
della terra, aveva largo seguito tra i contadini. Nel 1903 si form la
lega della liberazione, cui segu, nel 1905, la fondazione del partito
costituzionale  democratico (definito cadetto dalle iniziali  K.  D.),
espressione  delle  aspirazioni  riformiste  della  nobilt  e   della
borghesia liberali.
     Gli  insuccessi  nella guerra contro il Giappone,  scoppiata  nel
1904,   e   l'aumento  dei  prezzi  dei  generi  di  prima  necessit,
determinato  da  quello  stesso conflitto, causarono  un  aggravamento
della  situazione.  Il  culmine della tensione fu  raggiunto  dopo  la
"domenica  di sangue" (22 gennaio 1905), cos chiamata per  la  strage
che   l'esercito   provoc  sparando  contro  un  folla   di   150.000
manifestanti, riunitisi davanti al palazzo d'Inverno a Pietroburgo per
chiedere  riforme  sociali  e  maggiori libert  politiche.  Segu  un
crescendo  di scioperi, agitazioni e sommosse in tutto il  paese,  con
una  massiccia  mobilitazione di operai, contadini e  anche  di  parte
delle  forze armate, come i marinai della corazzata Potmkin, che  nel
giugno  del  1905  si  ammutinarono e si unirono agli  scioperanti  di
Sebastopoli  (dall'episodio  il celebre  regista  Sergej  Michajlovic
Ejzenstejn  trasse  nel 1925 un film fondamentale  nella  storia  del
cinema).
     Un  ruolo  determinante in quella che ormai si  configurava  come
una  rivoluzione venne svolto dai numerosi organismi elettivi di  base
chiamati  soviet (consigli), formatisi nelle citt, nelle  campagne  e
nei   vari   luoghi   di  lavoro,  che  operavano   come   istituzioni
rivoluzionarie contrapposte agli organi del governo imperiale.
     
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     Di  fronte  ad  una cos vasta e decisa opposizione,  lo  zar  si
dichiar disposto a convocare un'assemblea rappresentativa (Duma)  con
limitati  poteri legislativi, eletta a suffragio universale;  ma  poi,
approfittando  dei contrasti tra i rivoluzionari e del  rientro  delle
truppe in seguito alla fine della guerra con il Giappone, mise in atto
una dura repressione. A questa si un la mancata attuazione del regime
parlamentare: dopo lo scioglimento di una prima e di una seconda  Duma
tra  il  1906 e il 1907, venne varata una nuova legge elettorale  cos
restrittiva da determinare la formazione di una terza Duma composta in
gran parte di aristocratici fedeli allo zar.
     L'opera  di restaurazione dell'assolutismo fu condotta dal  primo
ministro Ptr Stolypin, attraverso una durissima repressione e tramite
l'attuazione  di  una riforma agraria volta a smantellare  il  sistema
comunitario e a formare una piccola borghesia rurale, che favorisse la
modernizzazione  dell'agricoltura  e  si  schierasse  a  fianco  della
nobilt, a sostegno dell'autocrazia zarista. Ai contadini era  infatti
consentito di uscire dalle comunit di villaggio (mir) e di  diventare
proprietari  delle  terre  da essi coltivate;  essi  potevano  inoltre
fruire   di  agevolazioni  finanziarie  per  l'acquisto  delle   terre
sottratte  al demanio o cedute dai latifondisti e per il miglioramento
delle  aziende.  La riforma produsse effettivamente  la  disgregazione
della  struttura comunitaria, perch numerosissimi contadini divennero
proprietari,  ma  la  tensione sociale non  diminu;  molte  famiglie,
infatti,  pur entrate in possesso di piccoli appezzamenti continuavano
a  vivere  nella miseria e furono allora costrette a vendere  la  loro
propriet  ai  contadini benestanti (kulaki)  e,  in  molti  casi,  ad
emigrare nei centri industriali in cerca di lavoro nelle fabbriche.
